CRONACHE CICLOSTORICHE

Comunicato Stampa del 22 novembre 2018 

Cronache ciclostoriche – Il Giro non ha confini una serata convegno di storia del ciclismo e del giornalismo che pedala Giovedì 29 novembre 2018 – Accrediti ore 17 | Palazzo del Monferrato – Museo Alessandria Città delle Biciclette

La Cro.S.S. (Associazione Cronisti e Storici dello Sport), con il patrocinio del Museo Alessandria Città delle Biciclette e del Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio e in collaborazione con l’USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana) Gruppo Subalpino Ruggero Radice e  gli Uffici Scolastici Territoriali di Alessandria e Milano, organizza Cronache ciclostoriche – Il Giro non ha confini una serata di storia del ciclismo e del giornalismo che pedala.

Il convegno, gratuito, è in programma giovedì 29 novembre 2018 dalle ore 17.15 alle ore 20.30 presso il Palazzo del Monferrato – Museo Alessandria Città delle Biciclette – Sala Conferenze, via San Lorenzo, 21 –  ad Alessandria, ed è riservato ai giornalisti iscritti all’Ordine dei Giornalisti (30 posti) in quanto valido per la formazione (iscrizione sulla piattaforma Sigef ODG Piemonte) e ai docenti di Alessandria (60 posti) e di Milano (30 posti) per i quali sarà valido ai fini della formazione.

La Cro.S.S. ha coinvolto nell’evento numerosi illustri giornalisti e storici dello sport: da Roberto Livraghi e Jacopo Zurlo  intervistati da Luciana Rota, a Luca Rolandi, Enzo Pennone, Sergio Giuntini, Claudio Gregori, Ennio Buongiovanni  e Antonio Raimondi. A moderare l’incontro il presidente de La Cro.S.S. Andrea Bienati. Come da programma saranno proiettati i filmati d’epoca Coppi, Bartali e la bicicletta e Totò al Giro d’Italia.

Nell’ambito del convegno verrà consegnato il II Premio Marco Cassani, indimenticato caporedattore de La Gazzetta dello Sport per gli Sport Olimpici e, in particolare, firma del basket e dell’atletica leggera, all’attore Giovanni Soldani e al regista Umberto Zanoletti per il monologo teatrale INVASIONE DI CAMPO – Storie di numeri sulla maglia e sulla pelle, Arpàd Weisz, Matthias Sindelar, la squadra dei panettieri di Kiev: campioni nelle cronache sportive degli anni Trenta, fatti sparire dai terribili eventi del secolo scorso.

La.Cro.S.S. :  è un’Associazione, senza fini di lucro, nata nel 2016 con l’obiettivo di far interagire gli ambiti dell’informazione e della ricerca storico-sportiva. Da un lato l’area del giornalismo sportivo, dall’altro quella degli storici dello sport. In realtà, in uno specifico come lo sportivo, senza cronisti non vi sarebbero storici, risultando la maggior parte delle fonti attraverso cui si fa storia dello sport (in assenza di archivi o nella loro dispersione avvenuta nel tempo)  attinte proprio dalla carta specializzata. Solo una visione angustamente accademica, quando non snobistica, aveva sino ad oggi impedito l’incontro tra questi due mondi, che La Cro.S.S. si propone di fondere organicamente, garantendo comunque – sempre –  la qualità e serietà del proprio approfondimento e della propria divulgazione storico-sportiva.

L’Associazione dispiega la sua azione attraverso l’organizzazione/promozione di convegni, conferenze, dibattiti, studi, ricerche, corsi di promozione con una particolare attenzione rivolta alle giovani generazioni, alle scuole, università e all’associazionismo sportivo. Un progetto ambizioso, ma sicuramente perseguibile con il sostegno di tutte quelle risorse e energie di cui l’universo sportivo diffuso è ricchissimo. (Info: www.la-cross.org)

Marco Torriani ci ricorda: il patron e il cronista

Delle origini dell’organizzazione sportiva anche quella internazionale, come quella che ha dato vita all’Unione Ciclistica Internazionale con la sua prima assemblea alessandrina, del rapporto fra editori e ciclismo, con il forte legame dei grandi personaggi alessandrini di Masio (Eliso Rivera, fondatore con Eugenio Camillo Costamagna della Gazzetta dello Sport che guarda caso oggi è ancora di un editore di Masio, Urbano Cairo)  ha parlato Marco Torriani, intervenendo al vernissage del Museo AcdB.

Marco Torriani ha anche accennato al rapporto fraterno che esisteva fra Patron Vincenzo Torriani e l’altro alessandrino di Pozzolo Formigaro, Franco Rota, fra i primi inviati sportivi del ciclismo (a La Notte) e fra i primi portavoce di un campione, anzi campionissimo, come Fausto Coppi. Abbiamo ritrovato questo testo che racconta proprio del rapporto fra Il Patron e il Cronista. In parte è ripreso sul volume L’ultimo patron – Vincenzo Torriani, una vita per il Giro, edito Ancora, di Gianni Torriani in vendita anche al bookshop del Museo AcdB.  Eccolo.

IL PATRON E IL CRONISTA – Ci sono due immagini che te li rappresentano. Quei due. E che resteranno per sempre come fotogrammi dell’album più intimo di famiglia. Proprio la tua famiglia. Quella raccolta che si compone solo con le foto stampate. Lucide. Da infilare negli angolini trasparenti. Da scorrere facendo attenzione a non rovinarle, giammai, con l’ombra di un dito.

Da un lato Vincenzo Torriani, dall’altro Franco Rota. Si guardano. Con la sigaretta stretta fra labbra e denti. Sembrano due tipi un po’ all’ Humphrey Bogart, come si era una volta. Si parlano. O meglio: uno domanda, l’altro risponde. Uno scriverà, l’altro leggerà. Parole, intuizioni, notizie. Patti chiari. Fra Patron e Giornalista, anzi cronista.

Li vedi ancora così, quei due. Che indossano un impermeabile beige, uguale, proprio perfetto e in stile, per non beccare l’acqua. Che piove. Per arrivare alla partenza della tappa. E buttarselo poi dietro sul sedile il soprabito. Che c’è da lavorare. Per il ciclismo.

Il Patron con la testa spettinata che sbuca fuori dall’ammiraglia della direzione di corsa. L’inviato chinato sulla macchina da scrivere.

Quei due. Si scrutavano, parlavano, si capivano. Per ore. Con la sigaretta in bocca. E poi? E poi pregavano. Sì, quei due insieme pregavano: in San Camillo. Era tutto lì il loro mondo. In un fazzoletto di una Milano coi tram rumorosi, fra stazione Centrale e via Vitruvio. Lì era la prima redazione de La Notte, quella quasi eroica come il suo ciclismo, la poesia di quello squadrone diretto da Nino Nutrizio. Era la redazione di Franco Rota, quella dei pezzi da inviato da dettare dal fosso che all’ora dei massaggi dei corridori, dopo la tappa, c’è solo il tempo di prendere l’intervista per la ribattuta o l’edizione del giorno dopo.

Lì era la zona del quartier generale della Gazzetta, della direzione Corse. Lì era anche la zona del ristorante Tirreno, quello del Sauro, Stefanini da Livorno, dove fare tardi qualche volta la sera, fra amici buon cibo e tante sigarette, colonna sonora di racconti di ciclismo.

Lì, appunto, c’era la chiesa, in San Camillo, dove prender messa la domenica mattina. Proprio  dietro a via Vitruvio, dietro all’Istituto Gonzaga. Insieme, spesso, quei due.

Li ricordo ancora: uno davanti all’altro. Sul balcone di casa dei Torriani, dopo la Messa. Ero piccina. Li guardo. Si stringono forte. Quei due. È  mancata da pochi mesi la signora Torriani. Nessuna intervista, nessuna parola. Solo una stretta e quel guardarsi negli occhi chiari, dell’uno e dell’altro. Dritti come un fuso: negli occhi. Come una sigaretta accesa… appesi a quell’amicizia da consumare forse troppo in fretta.