BIMBINBICI & BICINCITTÀ

12 maggio 2019: per volare, 100 anni dopo, come l’Airone
Torna domenica 12 maggio p.v. Bimbinbici & Bicincittà, grande festa in bicicletta per bambini, ragazzi e famiglie. L’appuntamento, divenuto ormai consueto, ha lo scopo di rafforzare la cultura della bicicletta e radicarne l’uso nella vita quotidiana. È organizzato anche quest’anno da UISP e FIAB, col patrocinio del Comune di Alessandria e dell’Ufficio Scolastico Territoriale, e in collaborazione con il Circolo Velocipedistico Alessandrino (C.V.A.) e il Museo ACdB.
Due importanti anniversari contraddistinguono la manifestazione di quest’anno. Bimbinbici & Bicincittà, divenuta nel tempo una tradizione consolidata per la città, raggiunge nel 2019 la 25^ edizione, un primato significativo che dimostra quanto quest’evento sia entrato nel cuore degli alessandrini. Inoltre, la pedalata si inserisce quest’anno nell’ambito degli eventi programmati per celebrare i 100 anni dalla nascita di Fausto Coppi. In particolare, fa parte del ricco programma di eventi coordinato dalla Regione Piemonte sotto il titolo di Storia di un campione.
Inoltre, la data del 12 maggio coincide con l’appuntamento del Maino Day, giunto alla quarta edizione, in cui il bisettimanale Il Piccolo, il C.V.A. e il Museo ACdB ricordano l’importanza della fabbrica e della squadra volute da Giovanni Maino per la crescita della cultura delle due ruote nella nostra città.
Gli iscritti a Bimbinbici & Bicincittà pedaleranno lungo un facile percorso attraverso le strade di Alessandria, con partenza al Monumento Equestre dei Giardini pubblici e arrivo in Cittadella. Il gruppo del CVA, reso riconoscibile dalla maglia storica di colore grigio, pedalerà all’interno del gruppo. All’arrivo in Cittadella, gli sbandieratori del gruppo dell’Associazione Aleramica accoglieranno i partecipanti con un’esibizione. Per i più allenati ci sarà la possibilità di avventurarsi a piccoli gruppi in mountain bike sui bastioni della Cittadella.
A seguire, sempre in Cittadella, si svolgerà il momento centrale del Maino Day, con l’iscrizione delle varie bici d’epoca al registro della manifestazione e la premiazione conclusiva.
Questo il programma della giornata:
h. 9.00: ritrovo al Monumento equestre dei Giardini pubblici (corso Crimea)
h. 9.30: pedalata per tutti
h. 11.30 circa: arrivo in Cittadella
h.11.45: partenza per l’escursione in MTB sui bastioni (solo per i più allenati, casco obbligatorio): ritrovo al Museo delle Divise Militari
h. 11.30: apertura iscrizioni al Maino Day e cerimonie di premiazione.
Il costo di iscrizione alla pedalata è di 3 euro (per la copertura delle spese di assicurazione).
T-shirt per i più piccoli. Merenda per tutti.
Contribuiscono alla riuscita dell’evento: CSVAA Centro Servizi per il Volontariato Alessandria e Asti; FIAB Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus; UISP Unione Italiana Sport per Tutti; Museo ACdB Alessandria Città delle Biciclette; CVA Circolo Velocipedistico Alessandrino; Comune di Alessandria Ufficio Bici; Ufficio Scolastico Territoriale; Associazione Aleramica Alessandrina; Ciclofficina RiCyclo; Giornale Il Piccolo; AMAG Ambiente.
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ACDB E LE SUE STORIE DI BICICLETTE

@MuseoACDB | Gli eventi di #AcdB Dalla conferenza stampa di mercoledì 28 febbraio 2018, Alessandria Città delle Biciclette,  a Palazzo del Monferrato, Via San Lorenzo 21. #AcdBVersoSanremo

Ci sono biciclette che sono entrate nella storia e nel racconto di essa, per aver rivaleggiato una accanto all’altra, con coraggio e con passione sulle strade del grande ciclismo.

Nell’ampio panorama di queste specialissime biciclette, che è infinito e affascinante allo stesso tempo, ce ne sono due in particolare che hanno fatto la storia di un anno agonistico rimasto negli annali per tanti motivi. Parliamo del 1949. Con l’epilogo emozionante di un’edizione fantastica del Tour de France che ha sancito un primo e un secondo posto dei due più famosi rivali a due ruote di tutti i tempi, nell’ordine: Fausto Coppi e Gino Bartali.

Prima e seconda sul podio della Grande Boucle di quell’anno, sono salite idealmente anche loro le due biciclette dei campioni indimenticabili, pezzi da novanta, che ora sono eccezionalmente insieme in mostra, in compagnia di una originale Maino che fu di Costante Girardengo.

L’evento è un tributo ai campioni della Milano–Sanremo, la classicissima di primavera che una volta sanciva l’apertura della stagione mondiale del ciclismo. L’omaggio è l’emozione di rivederle insieme, una accanto all’altra a salutare il modello Maino che corse spinto dal grande Gira.

 Eccole: una Bianchi Corsa Simplex usata nel 1949, con cui Fausto Coppi vinse tutto (anche la Sanremo) in quell’anno, soprattutto con cui realizzò l’accoppiata Giro-Tour, con la fuga epica nella tappa Cuneo-Pinerolo (fuga che gli meritò il titolo di “uomo solo al comando”), un telaio che porta ancora i segni forse proprio quelli della caduta del Campionissimo nella tappa Rouen-Saint Malò al Tour… e, rigorosamente a ruota, la Santa Maria tubazione Libellula di Gino Bartali, modello Cervino, una quattro rapporti, molto amata dal campione toscano, seconda nella fatidica accoppiata Giro-Tour del ’49.

Entrambe le biciclette appartengono alla collezione di Gianfranco Trevisan, amico e prestatore di AcdB e del Museo del Ghisallo, che ha accettato di mettere in rassegna questi gioielli, capaci di celebrare il mese della Milano – Sanremo che si apre all’insegna di numerose iniziative a due ruote.

A completare il quadro di questa rassegna in omaggio ai protagonisti della Milano Sanremo, c’è la bicicletta del primo campionissimo Costante Girardengo, una Maino, con cui Gira vinse il Campionato Italiano e la Granfondo del 1913, ritrovata nel vecchio negozio “Maino” ad Alessandria, rilevato nel 1957 da Giovanni Meazzo e da lui stesso restaurata e in prestito stabile al museo AcdB.

E siccome senza la compagnia una maglia le bici di questi campionissimi che hanno contribuito a rendere grande la Milano – Sanremo non ci potevano stare, ecco che dal Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio, gemellato con AcdB, arriva quella speciale iridata indossata dal cannibale Eddy Merckx con la quale vinse nel 1975 la sua sesta Classicissima di Primavera eguagliando il record di Girardengo. Questo importante cimelio – Maglia di Campione del Mondo Molteni Campagnolo – di Eddy Merckx, è un prestito al Ghisallo di Rossana e Roberto Albani.

Tre biciclette e una maglia: storie di grandi campioni che hanno contribuito a fare immenso il destino di una Corsa come la Milano – Sanremo. Sono le storie di AcdB che pedalano per tutto il mese di marzo 2018 ad Alessandria – Palazzo del Monferrato, ma raggiungeranno anche la riviera ligure per una rassegna temporanea che viene inaugurata proprio la vigilia della Milano-Sanremo 2018, il 16 marzo alle ore 17 al Casinò di Sanremo (sino al 27 marzo) e che vede testimonial ideali anche i protagonisti della Gran Corsa Milano – Sanremo.

I ciclostorici che partecipano alla rievocazione della prima edizione della Milano -Sanremo saranno ad Alessandria Città delle Biciclette proprio il 14 marzo 2018 per la storica punzonatura, organizzata davanti a Palazzo del Monferrato di via San Lorenzo 21 e raggiungeranno Sanremo il giorno della corsa per professionisti, facendo visita e tappa al Casinò che ospita questo tributo a Girardengo, Coppi, Bartali e Merckx!

 #AcdbMilanoSanremo

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Alessandria ad Itinerando 2018 di Padova

Anche la realtà territoriale alessandrina sarà presente ad Itinerando 2018 – Il salone del turismo in movimento, che si terrà dal 9 all’11 febbraio 2018 nel quartiere fieristico di Padova.

Forte del successo dell’edizione 2017 con la presenza di oltre 200 aziende con i principali brand di settore e che ha visto l’arrivo di oltre 20.000 visitatori, l’evento Itinerando di Padova ritorna su un’area ancora più estesa per avvalorare le sue peculiarità e aumentare i servizi proposti alle aziende e al pubblico.

Itinerando Show è un progetto unico ed innovativo, che ha saputo coniugare in un unico contesto il mondo della passione legata al turismo in movimento, spaziando dal cicloturismo al mototurismo, dal camper alla nautica, dagli sport di mare e di montagna all’offroad, dal turismo a cavallo alle vacanze en plein air, coinvolgendo tutti coloro che sposano la filosofia del viaggio dinamico ed esperienziale.

Nel contesto di questa importante kermesse, l’Amministrazione Comunale di Alessandria (con lo speciale interessamento dell’assessore allo sport) ha inteso favorire la partecipazione di Alessandria con un’iniziativa di particolare significato.

Come infatti era già avvenuto nello scorso mese di settembre nell’ambito di CosmoBike Show (l’International Bike Exhibition di VeronaFiere), anche per Itinerando 2018 Alessandria sarà presente tra gli espositori con uno speciale stand per mettere in luce e confermare quanto sviluppato già negli anni scorsi in tema di valorizzazione di un particolare elemento identitario della Città, ossia della bicicletta: un mezzo di locomozione che, a partire dalla seconda metà del XIX secolo e almeno fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, ha visto il tessuto socio-economico, artigianale e produttivo, culturale e sportivo assolutamente favorevole alle due ruote tanto da poter affermare che Alessandria è stata — e intende ritornare ad esserlo sempre di più — Città delle Biciclette.

Se l’intera comunità cittadina è stata partecipe di numerosi eventi di sensiblizzazione su questo tema, è indubbio il ruolo svolto sia dall’Amministrazione Comunale che dalla Camera di Commercio nell’azione di recupero e valorizzazione di questo forte tema identitario, sfociato tra l’altro nel museo promosso dalla Camera di Commercio a Palazzo Monferrato e intitolato proprio Alessandria Città delle biciclette.

Lo stand di Alessandria ad Itinerando 2018 – Il salone del turismo in movimento intende porre l’accento su due elementi.  Da un lato, il diretto coinvolgimento della Camera di Commercio per il museo Alessandria Città delle biciclette e il ruolo che — insieme al Circolo Velocipedistico Alessandrino, recentemente ricostituito — in questi anni sta svolgendo, in sinergia con le altre Istituzioni locali, per valorizzare non solo le peculiarità produttive del territorio, ma anche le potenzialità di carattere turistico-sportivo-culturale dell’alessandrino, quale porta per il Monferrato (territorio che, insieme a Langhe e Roero, ha visto recentemente riconosciuto dall’Unesco il valore dei propri paesaggi vitivinicoli).

Dall’altro lato, il coinvolgimento dell’Amministrazione Comunale, sia per quanto riguarda le competenze in materia di Sport e di Marketing turistico-territoriale, sia per quanto riguarda il ruolo della Polizia Municipale.

I visitatori dello stand alessandrino a Padova potranno infatti apprezzare l’esposizione delle biciclette appositamente attrezzate che alcuni Agenti della Polizia Municipale cittadina utilizzano nell’ambito di un progetto sperimentale di Bike Patrol.

Il Bike Patrol – fondato sull’esperienza analoga di alcuni Corpi operativi della Polizia degli Stati Uniti –  ha la sua declinazione italiana attraverso l’attivazione di un nuovo servizio di Agenti in bicicletta, formati a presidiare il territorio proprio attraverso il mezzo a due ruote e utilizzando tutte le peculiarità di questo strumento.

Alessandria, da questo punto di vista, ha fatto da apri-pista nei confronti degli altri Comuni e  grazie al coinvolgimento operativo dell’AIPIB-Accademia Italiana Pattuglia in Bicicletta ha promosso il primo corso di formazione specifico per Agenti di Polizia Municipale in bicicletta che ha registrato la partecipazione di dipendenti delle Polizie Locali sia di Alessandria, che del Comune di Vercelli che di quello di Candiolo (TO).

L’esperienza maturata ad Alessandria, a partire dall’aspetto formativo e dalla sua declinazione allargata alla fruizione anche di altri Comuni, rappresenta un elemento di novità che l’Amministrazione Comunale ha ritenuto interessante proporre all’attenzione del vasto pubblico di Itinerando 2018.

Se per un verso, infatti, è immediato il collegamento del nuovo servizio attivato con l’utilizzo della bicicletta e con la grande esposizione di Padova, per altro verso, può essere interessante sottolineare in quel prestigioso contesto le peculiarità e l’efficacia del presidio del territorio attivato ad Alessandria, grazie agli Agenti di Polizia Municipale in bicicletta.

Con l’istituzione di questa pattuglia, infatti, si è in grado in alcuni casi, di migliorare ulteriormente la rapidità degli interventi della Polizia Municipale, dal momento che  – a complemento dei mezzi e delle prassi operative già ordinariamente utilizzati dagli Agenti –  uno dei principali vantaggi del Bike Patrol è la capacità di attraversare, con le due ruote, aree delimitate come parchi e giardini pubblici e avere quindi un contatto più diretto con l’ambiente circostante, permettendo azioni di pronto intervento.

(fonte Ufficio Stampa Comune di Alessandria – mail ufficio.stampa@comune.alessandria.it).

 

AcdB ha un team speciale

Il Museo AcdB nasce dell’evoluzione di una mostra che ha pedalato anche oltre i confini di Alessandria e che ha avuto l’obiettivo di fare rivendicare alla Città una serie di primogeniture storiche nell’affascinante e appassionante mondo delle Biciclette.

Il gruppo che ha pedalato insieme per la Ricerca storica, composto da Mimma Caligaris, Michele Carpani, Paolo Chilin, Giampaolo Bovone, Roberto Livraghi, per realizzare il progetto di Camera di Commercio di Alessandria, ha avuto una serie di supporti e di collaborazioni significative grazie anche alla partnership di alcune realtà molto significative.

Accanto a questo gruppo di ricerca storica opera dall’inizio il curatore della mostra e poi del museo Giorgio Annone (di LineLab), con la collaborazione di Maria Luisa Caffarelli e Rino Tacchella (per il catalogo) e con un team più ampio che pesca anche nel Circolo Velocipedistico Alessandrino (il CVA risalente al 1886 e ricostituito nel 2016).

Il progetto coinvolge una rete di prestatori e collaboratori che trova anche un gemellaggio ufficiale nel Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio (Como) e il prezioso supporto di sponsor come:

il Credito Valtellinese SpA, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Guala Dispensing SpA e Solvay Speciality Polymers Italy SpA a cui il Museo AcdB con tutte le sue Biciclette dice grazie!

Il saluto di Francesco Moser

La storia del ciclismo io la sento precisamente ogni volta che vado a Castellania, il paese natio di Coppi. Per noi ciclisti quello è un luogo un po’ sacro, un pellegrinaggio che ci fa bene, ci riporta sempre ai sentimenti. Quelli familiari.

Pensate che il mio ricordo, lì, è per sempre legato a mia mamma Cecilia. La portai con me a rendere omaggio a Fausto. Ogni volta che torno mi emoziono al ricordo.

Oggi Alessandria, guarda caso da quelle parti, ha il suo Museo e ci racconta una storia fatta di prime volte decisive per noi corridori. Di ieri e di oggi.

In una foto riportata alla luce da questa mostra che ricorda la gloriosa compagine Maino c’è zio Aldo giovanissimo: l’ abbiamo ricevuta in formato gigante dagli amici di Alessandria e la custodiamo nel nostro piccolo museo.

Su in cantina a Maso Warth, a Trento, infatti abbiamo creato un piccolo museo e siamo molto legati ai cimeli, ai ricordi che la gente apprezza e valorizza ognuno raccontando il proprio aneddoto, ognuno aggiungendo un personale ricordo. Tutto questo fa parte del bello del ciclismo. Il nostro ciclismo. Senza tempo. Auguri al Museo Alessandria Città delle Biciclette.

Francesco Moser

Il saluto di Ernesto Colnago

Ernesto Colnago grande costruttore italiano di biciclette non potendo intervenire al vernissage del Museo ha inviato un personale saluto. Che riportiamo qui di seguito:

Buonasera a tutti i presenti,
i miei complimenti ai protagonisti di questa bella iniziativa perché la storia del ciclismo va conservata, ricordata e celebrata. Nel 2017 ricorre in tutto il mondo il duecentesimo anno di storia ufficiale della bicicletta che è e sarà sempre il mezzo di trasporto migliore per una mobilità ecologica e sostenibile.
Io personalmente ho dato un grande contributo allo sviluppo tecnologico di questo mezzo negli ultimi quaranta anni. Nel 1986, in collaborazione con Ferrari, ho sviluppato il carbonio e la forcella dritta vincendo cinque Parigi Roubaix e tre campionati del mondo. Tutti mi davano del matto! Sei anni fa ho portato il primo freno a disco su strada. Questo è una parte di quello che ho fatto che è stato poi copiato da tutti. Posso dire che il ciclismo mi ha dato tanto, ma io ho dato qualcosina in più. E la storia continua. Un sincero saluto e tanti auguri.
Ernesto Colnago

Marco Torriani ci ricorda: il patron e il cronista

Delle origini dell’organizzazione sportiva anche quella internazionale, come quella che ha dato vita all’Unione Ciclistica Internazionale con la sua prima assemblea alessandrina, del rapporto fra editori e ciclismo, con il forte legame dei grandi personaggi alessandrini di Masio (Eliso Rivera, fondatore con Eugenio Camillo Costamagna della Gazzetta dello Sport che guarda caso oggi è ancora di un editore di Masio, Urbano Cairo)  ha parlato Marco Torriani, intervenendo al vernissage del Museo AcdB.

Marco Torriani ha anche accennato al rapporto fraterno che esisteva fra Patron Vincenzo Torriani e l’altro alessandrino di Pozzolo Formigaro, Franco Rota, fra i primi inviati sportivi del ciclismo (a La Notte) e fra i primi portavoce di un campione, anzi campionissimo, come Fausto Coppi. Abbiamo ritrovato questo testo che racconta proprio del rapporto fra Il Patron e il Cronista. In parte è ripreso sul volume L’ultimo patron – Vincenzo Torriani, una vita per il Giro, edito Ancora, di Gianni Torriani in vendita anche al bookshop del Museo AcdB.  Eccolo.

IL PATRON E IL CRONISTA – Ci sono due immagini che te li rappresentano. Quei due. E che resteranno per sempre come fotogrammi dell’album più intimo di famiglia. Proprio la tua famiglia. Quella raccolta che si compone solo con le foto stampate. Lucide. Da infilare negli angolini trasparenti. Da scorrere facendo attenzione a non rovinarle, giammai, con l’ombra di un dito.

Da un lato Vincenzo Torriani, dall’altro Franco Rota. Si guardano. Con la sigaretta stretta fra labbra e denti. Sembrano due tipi un po’ all’ Humphrey Bogart, come si era una volta. Si parlano. O meglio: uno domanda, l’altro risponde. Uno scriverà, l’altro leggerà. Parole, intuizioni, notizie. Patti chiari. Fra Patron e Giornalista, anzi cronista.

Li vedi ancora così, quei due. Che indossano un impermeabile beige, uguale, proprio perfetto e in stile, per non beccare l’acqua. Che piove. Per arrivare alla partenza della tappa. E buttarselo poi dietro sul sedile il soprabito. Che c’è da lavorare. Per il ciclismo.

Il Patron con la testa spettinata che sbuca fuori dall’ammiraglia della direzione di corsa. L’inviato chinato sulla macchina da scrivere.

Quei due. Si scrutavano, parlavano, si capivano. Per ore. Con la sigaretta in bocca. E poi? E poi pregavano. Sì, quei due insieme pregavano: in San Camillo. Era tutto lì il loro mondo. In un fazzoletto di una Milano coi tram rumorosi, fra stazione Centrale e via Vitruvio. Lì era la prima redazione de La Notte, quella quasi eroica come il suo ciclismo, la poesia di quello squadrone diretto da Nino Nutrizio. Era la redazione di Franco Rota, quella dei pezzi da inviato da dettare dal fosso che all’ora dei massaggi dei corridori, dopo la tappa, c’è solo il tempo di prendere l’intervista per la ribattuta o l’edizione del giorno dopo.

Lì era la zona del quartier generale della Gazzetta, della direzione Corse. Lì era anche la zona del ristorante Tirreno, quello del Sauro, Stefanini da Livorno, dove fare tardi qualche volta la sera, fra amici buon cibo e tante sigarette, colonna sonora di racconti di ciclismo.

Lì, appunto, c’era la chiesa, in San Camillo, dove prender messa la domenica mattina. Proprio  dietro a via Vitruvio, dietro all’Istituto Gonzaga. Insieme, spesso, quei due.

Li ricordo ancora: uno davanti all’altro. Sul balcone di casa dei Torriani, dopo la Messa. Ero piccina. Li guardo. Si stringono forte. Quei due. È  mancata da pochi mesi la signora Torriani. Nessuna intervista, nessuna parola. Solo una stretta e quel guardarsi negli occhi chiari, dell’uno e dell’altro. Dritti come un fuso: negli occhi. Come una sigaretta accesa… appesi a quell’amicizia da consumare forse troppo in fretta.

 

Il saluto di Andrea Noè

Siamo abituati a goderci la fama di campioni e anche quella di gregari. Siamo abituati con umiltà alla fatica che Lei ci impone e ogni volta ci ricambia.

La bicicletta!

Siamo abituati bene da Lei e a Lei vanno tutte le glorie. Perché la sua storia non sia mai dimenticata e
anzi proceda scivolando verso nuovi successi in bocca al lupo Museo Alessandria Città delle Biciclette!

Andrea Noè

Antonella Bellutti: L’unica catena che ci rende liberi è quella della bicicletta

Molto toccante la testimonianza di Antonella Bellutti, due volte medaglia d’oro consecutiva ai Giochi Olimpici nella specialità della pista (Atlanta 1996 e Sydney 2000), che ha sottolineato come la lotta storica sia tuttora in corso per conquistare un ruolo adeguato della donna nel ciclismo e mondo dello sport. E guardando avanti con la consapevolezza del passato Antonella Bellutti ha detto fra l’altro:

Un museo per la bicicletta è qualcosa di prezioso e speciale. E lo è in particolare per la nostra società perché simbolo di una delle grandi battaglie del nostro tempo, ma come oggi attuale: quella dell’emancipazione femminile e del contrasto alle discriminazioni. La storia delle suffragette è la storia che ha portato le donne alla libertà di pedalare. Da allora l’inseguimento dei diritti non è affatto finito.

C’è ancora una strada tutta in salita da percorre e sarebbe bello che donne e uomini pedalassero insieme. Perche’ non c’è democrazia senza la libertà e il rispetto dovuto alle donne.

L’unica catena che ci rende liberi è quella della bicicletta. E questo ci deve fare riflettere sul ruolo e sul potere della bicicletta!

All’inaugurazione hanno preso parte quasi trecento persone per brindare al nuovo Museo permanente al terzo piano di Palazzo del Monferrato di Alessandria. Particolarmente orgoglioso e felice per la riuscite dell’evento il presidente della Camera di Commercio di Alessandria Gian Paolo Coscia che ha detto:

Ringrazio a nome mio personale e della Camera di Commercio tutti queste campionesse, campioni e la grande famiglia del Ciclismo che ha voluto onorare con la Sua presenza la cerimonia di inaugurazione del Museo AcdB.

Si tratta di un gesto di attenzione, di sensibilità sportiva e storica che abbiamo molto apprezzato e ci ha aiutato a comunicare nel modo più appropriato il ruolo che vorremmo il ciclismo avesse nella costruzione di un’identità del nostro territorio.

L’inaugurazione? Un successo

Venerdì 1 dicembre 2017
Alessandria Città delle Biciclette
ha inaugurato il suo Museo #AcdB

Alessandria (01-12-2017) – Un grande successo di partecipazione, di condivisione è stato l’evento di inaugurazione del nuovo Museo Alessandria Città delle Biciclette di giovedì 30 novembre 2017 a Palazzo del Monferrato.

Un’inaugurazione impreziosita dalla partecipazione di campioni e di famiglie di campioni del presente e del passato. Con un omaggio alla pista condotto impeccabilmente dalla due volte olimpionica Antonella Bellutti in compagnia di Marino Vigna, Domenico De Lillo e Marco Pettenella. Con loro anche il ct della nazionale Davide Cassani e molti altri amici del Museo come il direttore sportivo del Team Cofidis Roberto Damiani, con una rappresentanza del Team professionistico Androni di Gianni Savio presente con Fausto Masnada e Mattia Cattaneo e col ds Giovanni Ellena, con del Team dilettantistico Overall Tre Colli rappresentato da Tarcisio Persegona e Massimo Subbrero e Gabriele Rampollo, con la giovane promessa ciclistica alessandrina Gaia Tortolina, con Luciano Parodi e Giovanni Meazzo grandi pezzi da 90 del ciclismo storico, con l’ex professionista Giorgio Zancanaro, con i nipoti di Luigi Malabrocca (Serena), di Giovanni Cuniolo (Giovanni), di Costante Girardengo (nipote Costanza e pronipote Michela), di Fausto Coppi (Francesco Bellocchio), con la figlia di Fausto Coppi, Marina e il figlio di Andrea Sandrino Carrea, Marco. Con Marco Torriani, figlio del patron del Giro, poi ancora Carola Gentilini e Antonio Molteni del Museo Ghisallo.

Presenti anche firme e scrittori autorevoli del mondo del giornalismo sportivo, come Claudio Gregori (La Gazzetta dello Sport), Gianfranco Josti (Corriere della Sera), Sergio Meda, il grande fotoreporter Roberto Bettini e molti altri, numerosi amici legati a questa storia di Alessandria Città delle Biciclette che ripropone in modo permanente una mostra retrospettiva sulla prima bicicletta giunta in Italia (da Parigi ad Alessandria nel 1867) che oggi ancora pedala a ritroso nel tempo, conquista e appassiona in un luogo della memoria a due ruote che diventa Museo.