#100Coppi Storia di un Campione

Il mito compie cent’anni. Mercoledì 27 febbraio 2019 al Teatro Carignano di Torino è stato dato il via ufficiale alle celebrazioni del Campionissimo. Un anno per i 100 di Fausto Coppi sarà dedicato al racconto al ricordo all’emozione alla memoria di un Mito dello sport e non solo. Si parte subito ecco il ricco programma!

Fausto Coppi, il Campionissimo, l’Airone, l’uomo solo in fuga, la leggenda, è stato il corridore più famoso e vincente dell’epoca d’oro del ciclismo e tra i più grandi e popolari atleti di tutti i tempi.

Cento anni sono passati dalla sua nascita a Castellania, il 15 settembre del 1919. Venuto al mondo nel piccolo comune della provincia di Alessandria, Fausto Coppi è cresciuto tra Novi Ligure e Tortona, lavorando come garzone e usando la bicicletta, all’epoca, solo per fare consegne per 5 lire a settimana. E proprio percorrendo la strada tra le colline per tornare a casa, quel ragazzo alto e magro, ma dotato di una resistenza insospettabile, ha sentito crescere la passione per il ciclismo, nata ascoltando le storie del campione novese Costante Girardengo. Un amore che, forgiato dalla disciplina, l’ha portato verso straordinarie vittorie, come quella del Giro d’Italia, per ben cinque volte. Eccezionale passista, formidabile scalatore, il suo incedere è stato celebrato anche dallo scrittore Dino Buzzati che ne ha colto «l’incanto del pedalare emerso nell’infernale fatica».

Un anno di eventi in occasione del centenario. A Fausto Coppi, icona della storia sportiva italiana e piemontese eccezionale, è dedicato un calendario ricchissimo di incontri nei luoghi della sua vita, tra Castellania, Novi Ligure e Tortona, a Torino e dintorni, e a Cuneo, scenario della sua impresa più celebre, i 192 chilometri di fuga nella tappa Cuneo-Pinerolo del Giro d’Italia nel 1949. È Storia di un campione. 100 anni di Fausto Coppi, progetto della Regione Piemonte, realizzato dalla Fondazione Circolo dei lettori e Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, in collaborazione con DMO Piemonte Marketing e Piemonte Dal Vivo.

Media Partner La Stampa e Il Secolo XIX. L’anno dedicato a Fausto Coppi è nato dalla sinergia e dal dialogo tra diverse realtà piemontesi che hanno messo insieme competenze, idee, visioni e storie, per realizzare un coinvolgente programma, capace di celebrare, con la sua varietà, il mito dell’Airone e raccontarlo alle nuove generazioni. Storia di un campione vede infatti la partecipazione di Alexala – Agenzia Turistica Locale della provincia di Alessandria, Comune di Castellania, Comune di Novi Ligure, Comune di Tortona, Camera di Commercio di Alessandria, Casa Coppi, Comitato Colli di Coppi, Comitato Sestriere Bike, Comune di Cuneo, Consorzio Turistico Terre di Fausto Coppi, Museo Alessandria Città delle Biciclette, Museo dei Campionissimi, Veloce Club Tortonese.

 

Un grande reading teatrale, incontri, talk, escursioni in bicicletta, eventi per famiglie e bambini, spettacoli su ruote, mostre, libri e arte. Un intreccio di esperienze per tutti, pensate per ricordare il protagonista del panorama ciclistico nazionale e internazionale, nella sua terra, quella piemontese, in cui questo sport è storia e tradizione.

 

L’immagine guida. È un’opera di Riccardo Guasco, illustratore e pittore nato ad Alessandria nel 1975. Influenzato da cubismo e futurismo, da Picasso, Depero, Feininger, disegna con linee semplici e pochi colori cercando la leggerezza della forma e il calore cromatico.

Innamorato del manifesto come mezzo di comunicazione utile a una buona educazione all’immagine, mescola poesia e ironia creando illustrazioni per far sorridere gli occhi. In occasione del centenario di Fausto Coppi, l’artista ha realizzato l’opera murale L’ultimo chilometro, 450 mq di colorato omaggio nella città natale del campione, Castellania.

UOMINI SOLI AL COMANDO

Una triste notizia ha colpito il mondo del giornalismo sportivo, quella della scomparsa di Claudio Ferretti, 77 anni, voce indimenticabile dello sport, giornalista fine e intelligente, dai modi gentili e dalla profonda conoscenza del movimento sportivo.

Claudio Ferretti non era solo del calcio, non era solo di Tutto il calcio minuto per minuto in compagnia di altri due grandi radiocronisti come Sandro Ciotti ed Enrico Ameri. Claudio Ferretti aveva seguito con passione molto altro: pugilato, atletica e anche ciclismo.

Vestì la tuta da inviato a più riprese e il mondo del ciclismo lo ricorda con particolare affetto anche perché era… figlio d’arte. Proprio così, con  una storia in più, ogni volta da raccontare e spiegare con il suo garbo:  poiché a suo padre, Mario, è legata La Frase che riassume una delle più grandi imprese della storia del ciclismo forse dello sport. Mario Ferretti, il 10 giugno del 1949, per aprire con la sua radiocronaca della tappa Cuneo-Pinerolo del Giro d’Italia, pronunciò queste parole che tutti noi abbiamo cucite sul cuore: C’è un uomo solo al comando, la sua maglia è bianco celeste, il suo nome è Fausto Coppi. 

Ora al comando c’è più di un uomo. Che ricordiamo con la sua voce.

E dopo la voce ecco le parole di Gian Paolo Ormezzano che ce lo ha ricordato così bene quando è venuto a trovarci a Palazzo Monferrato pochi mesi fa e ha scritto e usato proprio queste parole:

Io  giornalista torinese sono nato al mestiere vero in quel di Tortona, strillando articoli e titoli con il reportage su Fausto Coppi che moriva, sono cresciuto di testa e di cuore e anche di pancia a Novi Ligure città di amici miei come Marina Coppi vignaiola astemia, come Claudio Ferretti godereccio collega figlio di Mario quello dell’uomo solo,  nonché sede di un museo del ciclismo su cui ho fatto un intervento di chirurgia etica più che estetica, virandolo dai Campionissimi al Campionissimo. Nel calcio ho amato, credo un po’ riamato, Gianni Rivera, e mio padre mi diceva che Valentino Mazzola era un bel misto di Adolfo Baloncieri e Giovanni Ferrari.

 Un museo della bicicletta ad Alessandria per me è un atto “dovuto a” e “dovuto da” una città capoluogo di una provincia che ha probabilmente la più alta densità di grandi campioni dello sport al mondo.  Però attenzione: la parola museo evoca anticaglie e tarli e mummie se vissuta staticamente, in contemplazione sospirosa. In realtà la bicicletta sta cambiando, sta diventando ”altra” in varie forme, è pervasa da scosse elettriche e innervata da metalli lunari, rispetta ed esalta la profezia di Fiorenzo Magni che da concessionario Lancia diceva: “Regalo una bici a chi mi compra un’auto, ma presto si regalerà un’auto a chi comprerà una bici”.

 Temo i visitatori nostalgici, quelli per cui tempi è il plurale sacro di tempio e non quello comune di tempo. Quelli che sono in crisi personale se non si ammantano di crisi collettiva, e allora sentenziano di crisi generale del ciclismo Quando invece il ciclismo è il più praticato sport al mondo, cinque continenti, dodici mesi su dodici pieni di gare al sole dei due emisferi, e specialità assortite e in continuo divenire, e gare su strade nuove, presto anche sopra e magari sotto le acque. E  tante ma tante donne in sella. E bipedi pedalatori di ogni razze  ed età, tutti sacerdoti dell’ecologia difensiva ed offensiva.

Sono certo che Fausto Coppi sarebbe d’accordo con me e sono pronto anche ad una seduta medianica per conferma. GPO Ormezzano

AcdB Museo partecipa al dolore della famiglia e di tutti gli sportivi italiani per la scomparsa di Claudio.

IL CONTRIBUTO AUDIO FA PARTE DEI CONTENUTI DELL’ARCHIVIO DIGITALE DEI MUSEI ACDB E MUSEO DEL GHISALLO DI MAGREGLIO DA UN EVENTO CON DARIO CECCARELLI DI RADIO24 – LA RIPRODUZIONE DEVE ESSERE AUTORIZZATA 

 

RIAPERTO PER PEDALARE

Aperto per ciclismo! Riaperto per pedalare. Che bel titolo. I negozi di biciclette possono riaprire, la notizia è stata diramata il 5 maggio 2020. Sembra già di sentire il fruscio delle ruote che girano. I raggi sono energia positiva. E non al Covid19.

AcdB Museo – un museo che racconta la storia della prima bicicletta giunta ad Alessandria nel 1867 e da lì quanta strada … – non può non celebrare questa giornata di riapertura alle biciclette che sta caratterizzando la Fase2 post (speriamo che sia davvero post) Coronavirus.

L’ufficializzazione della riapertura è on line sul sito del Mise, il Ministero dello Sviluppo Economico. Ecco qui tutto: IL DOCUMENTO DEL MISE

AcdB museo è felice di questa notizia. Non può che esserlo un museo che ha dedicato una sala – e che sala – all’officina meccanica di una volta. La culla del ciclismo e dei suoi valori, quelli che pedalano con una bicicletta e lo fanno da tanti tanti anni…

PRONTI PARTENZA… SENZAGIRO

Ci siamo. Il SenzaGiro è online. Lo trovate qui, sulle pagine digitali – sono già parecchie – di senzagiro.com.

Trovate spiegato per bene che cos’è questo gioco che in queste settimane si è trasformato in un progetto serio e ambizioso, e anche in un lavoro vero. Trovate chi e quanti siamo, e siamo già tantissimi, tra scrittori, disegnatori, traduttori e fiancheggiatori di vario genere.

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VENT’ANNI SENZA GINO BARTALI

Qui Alessandria, qui Como: oggi il Museo del Ghisallo con il Museo Alessandria Città delle Biciclette ricorda Gino Bartali e lo fa con due corrispondenti gemellati dal ricordo di Ginettaccio. Massimo Moscardi, inviato speciale (e virtuale) ci regala un contributo dal Corriere di Como, mentre Beppe Giuliano Monighini batte la sua Lettera 32 da Alessandria, la nostra patria storica del ciclismo. Così nasce un doppio ricordo per Ginettaccio che resta un grande esempio per tutti noi!

QUIAlessandria | Ginettaccio vent’anni dopo [Lettera 32] dal Corriere Al a firma di @BeppeGiulianoMonighini

Gino Bartali se ne è andato nel 2000, un venerdì di maggio, il mese della Madonna (non poteva essere altrimenti per un cattolico così devoto). Il giorno 5, quello che ricordiamo per la poesia di Manzoni su un altro illustre morto la stessa data. Ginettaccio, come lo chiamavano, è sopravvissuto quarant’anni al suo gemello di mito: Coppi-e-Bartali detto sempre (sempre!) così. Fausto per primo con la sua maglia azzurra, in vantaggio, anche e pure troppo all’ultimo traguardo, c’è arrivato infatti ben quarant’anni prima, era appena cominciato il gennaio del 1960. Si sarà sentito solo, per così tanto tempo senza il rivale cui voleva, ricambiato, un gran bene.

Gino dietro a faticare, brontolando, spinto da un cuore talmente grande che a colpi di pedali durante la guerra salvò centinaia di ebrei, ma questo lo sapremo solo dopo la sua morte, non ci teneva a vantarsi, era la sua educazione

«Il bene si fa, ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca»

Di Ginettaccio, vivo, ci bastava sapere delle corse vinte, del Tour del 1948 con l’Italia a un passo dall’esplodere, e il fatto che fu lui a salvarla è un bel romanzo.

Continua…. https://mag.corriereal.info/wordpress/2020/05/04/ginettaccio-ventanni-dopo-lettera-32/

#QUIComo | Gino Bartali e il Ghisallo, una storia di devozione. Il ricordo nel 20° anniversario dalla scomparsa del campione toscano. Dal Corriere di Como a firma di @MassimoMoscardi

Un personaggio che era molto legato al Ghisallo e al suo Santuario. Un mito dello sport scomparso il 5 maggio del 2000: martedì sarà il ventesimo anniversario. Gino Bartali è stato un grande del ciclismo, ma non soltanto. Lo si ricorda, infatti, anche come Giusto fra le Nazioni per aver fatto parte di una organizzazione che nel corso della Seconda guerra mondiale in Toscana salvò ebrei locali e rifugiati. Bartali nascose documenti importanti nella sua bicicletta. Una scelta che lo accomuna a un grande comasco, Giorgio Perlasca, pure nominato Giusto che fingendosi diplomatico spagnolo a Budapest, salvò in questo modo oltre 5mila persone.

Gino Bartali, come detto, è stato molto legato al Ghisallo, che fu prima teatro di sue imprese come ciclista. Il campione di Ponte a Ema conta nel suo ricco palmares, tre successi al Giro di Lombardia, nel 1936, 1939 e 1940, che si concludeva a Milano. Nel 1936 proprio sulla salita che porta al Colle scattò ripetutamente e fece la selezione per poi battere in volata Diego Marabelli e Luigi Barral. Nel 1940, invece, il suo scatto decisivo fu proprio sull’ascesa del Ghisallo: Bartali giunse all’arrivo con 4’7’’ di vantaggio sul secondo, Osvaldo Bailo. Una supremazia netta in una corsa in cui era al via quello che poi sarebbe stato il suo grande rivale, Fausto Coppi, che terminò soltanto in sedicesima posizione.

Il Santuario viene evocato in un’altra vicenda che riguarda il campione: nel 1948, alla vigilia del Tour de France che avrebbe poi vinto (salvando l’Italia da una nuova guerra civile nei giorni dell’attentato a Palmiro Togliatti, segretario del Pci), Bartali non aveva buone sensazioni, ma durante un allenamento salì proprio al Ghisallo e dopo qualche momento di preghiera ne uscì rinfrancato, pronto a compiere una nuova grande impresa. La bicicletta che utilizzò in quella occasione (con il numero 31) è ora conservata al Museo del Ciclismo a Magreglio, al pari di quella del 1938 (con il 13), anno della sua prima vittoria al Tour.
Continua…  https://www.corrieredicomo.it/gino-bartali-e-il-ghisallo-una-storia-di-devozione-il-ricordo-nel-20anniversario-dalla-scomparsa-del-campione-toscano/

Storie olimpiche pedalano

Un gruppo di autori appassionati di sport olimpico per … sopperire alla mancanza di eventi e in attesa attiva dei Giochi Olimpici di Tokyo ha realizzato una Newsletter con contenuti curiosi, aneddoti, informazioni verificate: insomma, altre storie a cinque cerchi, mai banali e che seguono un filo conduttore molto culturale. Un lavoro che va segnalato e che risponde alla storia dello sport che pedala anche più forte al tempo del Coronavirus.

Il loro lavoro si intitola 5 cerchi quante storie ed è una newsletter sulle Olimpiadi che mercoledì 22 aprile verrà spedita a tutti gli iscritti (siamo al numero 4 del 2020). Il rodaggio di 5 cerchi quante storie è già stato fatto ed è molto positivo il risultato. La prossima puntata sarà dedicata ai racconti sul 1936 – non solo Berlino – e si parlerà anche dei diversi boicottaggi che hanno condizionato diverse edizioni dei Giochi olimpici.

La frequenza della newsletter è settimanale, la prima è stata inviata il 24 marzo, cioè a quattro mesi della prevista inaugurazione di Tokyo 2020, Olimpiade come noto poi rinviata. Ogni mese viene realizzato un numero speciale, quello di aprile spedito a Pasquetta raccontava gli sport all’aperto, disputati fuori da stadi e palazzetti, e comprende un’intervista a Paola Pezzo, campionessa ad Atlanta 1996 e a Sydney 2000.

Lo speciale di maggio, messo in rete in coincidenza con l’inaugurazione dell’Olimpiade di Parigi del 1900 racconterà le cinque edizioni finora disputate negli anni con lo zero. Tutte edizioni significative, due infatti si svolsero all’inizio del secolo (quella del 2000 anche del millennio), Anversa fu la prima dopo la Grande Guerra, nel 1960 Roma ospitò l’edizione più affascinante della storia delle Olimpiadi moderne.

5 cerchi quante storie è una newsletter spedita da 5cerchiquantestorie@gmail.com e per iscriversi si va qui https://5cerchiquantestorie.wordpress.com/blog-2/
o si manda una mail. 5 cerchi quante storie è un blog https://5cerchiquantestorie.wordpress.com e una pagina facebook https://www.facebook.com/5CerchiQuanteStorie/

Sono 5 gli autori, 5 come i cerchi olimpici. Si sono conosciuti al corso Scrivere di sport della scuola Belleville (Milano) curato da Michele Dalai a cui vogliamo tutti un gran bene, e senza il quale la newsletter, banalmente, non ci sarebbe, come raccontano. Gli autori sono Micaela Francesca Comasini, Beppe Giuliano (Monighini), Federica Palman, Sandro Ros e Nicolò Vallone.

Una cosa che accomuna gli autori di blog (e newsletter), è che tutte e tutti loro, ogni quattro anni, celebrano una personale festa liturgica guardando le gare e leggendo tutto quel che si può per informarsi. Questa volta hanno deciso di fare qualcosa in più. Raccontare la prossima Olimpiade, e quelle del passato, con la stessa passione con cui partecipano ai Giochi con la speranza che i loro racconti siano utili ad accompagnarci verso Tokyo 2020 (o 2021 che dir si voglia).

Così  puntualizzano: Mentre preparavamo la newsletter (pensata a gennaio) abbiamo vissuto anche noi, oltre al dramma del virus che si è diffuso nel mondo, l’incertezza sull’inizio dei Giochi il 24 luglio 2020, il loro rinvio. Ci siamo chiesti se partire lo stesso, e la nostra risposta è stata sì: di storie a 5 cerchi abbiamo voglia, e speriamo la abbiate anche voi.

IL GIRO CHE C’È ED È CULTURA

DAL 9 MAGGIO IL GIRO CHE NON C’È: UN RACCONTO TAPPA PER TAPPA DI GIORNALISTI, SCRITTORI E ILLUSTRATORI

Un maggio senza Giro è qualcosa di impensabile per gli appassionati di ciclismo. Per questo motivo, in omaggio a una tradizione che dal 1909 accompagna la Corsa Rosa, abbiamo pensato di regalarci e di regalare a chi avrà la voglia, e la bontà, di seguirci le storie di un Giro che non c’è.

Una iniziativa a sostegno della raccolta fondi per sostenere le attività di Namasté, associazione che opera sul territorio di Bergamo assistendo migliaia di persone fragili, in una terra particolarmente colpita dal nuovo Coronavirus.

A partire dal prossimo 9 maggio una squadra di scrittori e di illustratori ogni giorno racconterà lo svolgimento della corsa rosa mettendo in campo fantasia e passione per il ciclismo.

Ciascuna tappa avrà un narratore e un illustratore diverso: l’invenzione della corsa e la classifica che ne deriveranno andranno a comporsi in un puzzle di sguardi differenti, in una visione d’insieme che è sport, geografia, paesaggio, storia e storie lungo le strade e la primavera del Giro.

Non sappiamo, in partenza, come andranno la corsa e il racconto. Non sappiamo chi vincerà e chi perderà. Accadrà tutto giorno per giorno, come in una corsa vera.

SenzaGiro sarà dunque un gioco che proverà a riempire le giornate di maggio rimaste… senza Giro. Ma giocare oggi non basta, occorre mettersi in gioco. Migliaia di persone lo stanno facendo, ogni giorno, sacrificando salute e affetti in una scommessa ben più azzardata di un passatempo ciclo-letterario. Il nostro gioco vogliamo che serva a loro.

Abbiamo quindi deciso di indirizzare la raccolta fondi che attiveremo dal sito là dove il Covid ha colpito più duro, a Bergamo. Destineremo le donazioni di sponsor e di privati a Namasté, cooperativa sociale che da vent’anni sul territorio della Bergamasca incontra e assiste 3000 persone fragili al giorno: disabili, anziani, malati, bambini e adolescenti in difficoltà. In queste settimane Namasté, pur fra mille difficoltà, ha intensificato i propri servizi facendo di tutto perché questa emergenza non provochi un’ulteriore e ancora più grave emarginazione. Dare una mano a una realtà piccola come la cooperativa Namasté per noi significa poterli affiancare sulla strada. Un po’ come in una corsa ciclistica, un po’ come succede al Giro, che resta il nostro gioco preferito.

Da qui al 9 maggio sarebbe bello poter ingrossare il gruppo dei SenzaGiro. Tra i primi a correre al nostro fianco è Touring Club Italiano che, giorno per giorno, fornirà i contenuti geo-turistici a corredo del racconto della tappa. Ma aspettiamo ancora tanti altri compagni di strada.

Seguiteci e giocate con noi: saremo i SenzaGiro.

GLI SCRITTORI IN GRUPPO:  Aldo Ballerini, giornalista; Marco Ballestracci, scrittore e performer; Giovanni Battistuzzi, scrittore e giornalista (Il Foglio); Paolo Bozzuto, docente universitario (Politecnico di Milano); Francesco Calvetti, docente universitario (Politecnico di Milano); Filip J Cauz, blogger e scrittore (Bidon – ciclismo allo stato liquido); Gino Cervi, editor e scrittore; Andrea Costa, architetto del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo; Daniele Danijl D’Aquila, presidente Comitato Velodromo Vigorelli ASD; Emanuele Esaia, blogger (I Love Amatori); Lorenzo Franzetti, giornalista e ciclista (La Bottega del Romeo); Guido Foddis, musicista e giornalista (La Repubblica delle Biciclette); Alessandra Giardini, scrittrice e giornalista (Corriere dello Sport – Stadio); Albano Marcarini, urbanista, autore di guide turistiche, cicloturista (Sentieri d’Autore); Silvio Martinello, campione olimpico e commentatore sportivo; Stefano Munarin, docente universitario (IUAV Venezia); Marco Pastonesi, giornalista e scrittore; Giacomo Pellizzari, scrittore e copywriter (Ciclista Pericoloso); Marco Pinotti, ex corridore, scrittore e tecnico CCC Team; Stefano Rizzato, giornalista RAISport; Guido P. Rubino, scrittore e fotografo (Cyclinside); Antonio Ruzzo, giornalista (Il Giornale); Andrea Schiavon, scrittore e giornalista (Tuttosport).

GLI ILLUSTRATORI IN GRUPPO: Osvaldo Casanova, Giulio Castagnaro, Francesco Chiacchio, David Diehl, Oscar Diodoro, Gianluca Folì, Ale Giorgini, Riccardo Guasco, Nadia Guidi, Tiziana Longo, Daniele Margara, Marija Markovic, Massimiliano Marzucco, Umberto Massa, Giulia Pastorino, Francesco Poroli, Marcus, Jacopo Rosati, Lucio Schiavon, Federico Tram Tramonte, 2BROS Creative (2broscreative.com)

Webmaster:  Alessandro Galli.
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ACDB PEDALA VIRTUALMENTE CON LA STORIA DEL MUSEO

AcdB aderisce alla campagna #iorestoacasa ma non chiude il suo Museo. E ti propone un allenamento sui rulli… Ecco una visita “allenata” oltre che guidata. Aiutaci a condividere #iopedaloconAcdB

Alessandria città delle Biciclette – 2 aprile 2020 – Pedalando con una metafora: è tempo di fare i rulli anche ad AcdB che ha aderito da subito alla campagna #iorestoacasa. Per chi ama la bicicletta e il suo viaggiare fare i rulli è un modo per tenersi allenati anche con la cultura e prevede anche la possibilità di leggere o di ascoltare un racconto.

Il racconto di AcdB è quello della storia della prima bicicletta giunta in Italia, nel 1867, ad Alessandria (e non d’Egitto). Nel capoluogo piemontese, un signore molto sveglio, anzi di più geniale, come il birraio Carlo Michel, presidente della Camera di Commercio di Alessandria, tornò dall’Expo di Parigi con un “trabiccolo” la sua Draisienne tipo Michaux…

Ascoltando, guardando, lasciandosi prendere dal viaggio: inizia proprio così la visita al Museo Alessandria Città delle Biciclette. Grazie a Massimo Poggio interprete di questo video che può vivere integralmente sul sito del Museo a questo link CARLO MICHEL E LA SUA DRAISIENNE

L’INIZIATIVA – #iorestoacasa ma pedalo con #AcdB

La storia della bicicletta giunta in Italia nel 1867 ce la racconta bene l’attore #MassimoPoggio. Ed è una proposta interattiva. L’arte di raccontare sui social e farci entrare nei musei virtualmente perché ai tempi della pandemia è una nuova frontiera per la comunicazione e per le proposte interattive.

Piccoli virtual tour, clip che sono assaggi della visita del Museo, messi a disposizione del web e dei suoi frequentatori, di una Community che non ha confini a bene vedere, stimolano nuove forme di comunicazione.

AcdB vuole coinvolgere i suoi frequentatori, sempre di più, in attesa di riaprire le porte al museo di Palazzo Monferrato, di proprietà della Camera di Commercio di Alessandria, un luogo dedicato alla cultura e alla cultura della memoria. Sede di esposizioni d’arte e da due anni sede del Museo Alessandria Città delle Biciclette da cui partono cadenzati stagione dopo stagione viaggi, eventi, iniziative culturali legati alla storia delle due ruote, quella più connessa alle radici di questo capoluogo che ha dato origine ad una serie di … storie che pedalano lontano nel tempo.

A guidarci in questi assaggi di visite virtuali alcuni protagonisti fondamentali per la vita del museo: le guide dell’Università delle Tre Età, collegate su Facebook e gli studenti dell’ITIS “Volta” di Alessandria, che hanno intrapreso un cammino formativo di formazione e di scuola-lavoro culminato nella formazione di vere e proprie guide per gli studenti, capaci di condurre i giovani visitatori del museo (il progetto è indirizzato ai gruppi scolastici che ne fanno richiesta) con tour guidati in italiano e inglese. Il progetto è giunto alla sua fase clou. Le guide museali sono pronte e per non fermarsi nell’accoglienza dei visitatori di tutte le età mantenendo anche loro la parola #iorestoacasa hanno proposto ad AcdB Virtual una serie di contenuti messi a disposizione sui social. Inoltre, loro stesse, sono disposte a proporli e condividerli sulle loro bacheche, facendoli diventare delle stories sia per FB che per Instagram socializzando con #iopedaloconAcdB.

Rispettando i giorni e gli orari di apertura “normali” del Museo AcdB di via San Lorenzo 21, ad Alessandria, nel corso del weekend lungo che va da venerdì (ore 10) a domenica (ore 20), sulle bacheche di Facebook e Instagram dei profili ufficiali del museo ci terranno dunque compagnia contenuti, foto, clip, link che parlano della storia della prima bicicletta giunta in Italia e di tutto quello che ci pedala attorno. Cercando di mantenere quell’atmosfera un po’ retrò ma anche affascinante e attuale, come la sua protagonista: la bicicletta, un’atmosfera che colpisce l’attenzione anche dei più giovani, ad esempio, pescando dal nuovo archivio digitale – progetto da poco iniziato in collaborazione con il Museo del Ghisallo di Magreglio (Como).

ESEMPIO DI CONTENUTO – Ma chi fu Carlo Michel interpretato da Massimo Poggio? Ce lo racconta questo contenuto realizzato dall’ITIS Volta di Alessandria per il progetto #inbicisisvolta #iopedaloconAcdB #iorestoacasa

Carlo Michel nacque a San Salvatore Monferrato (AL) il 16 novembre 1842, era il fondatore di una fabbrica di birra chiamata birra Michel che fu rinominata birra Alessandria. Quando andò all’Expo di Parigi nel 1867, fu uno dei primi a portare ad Alessandria una bici. Alcuni anni dopo fondò il giornale chiamato “Il Corriere Alessandrino” e divenne vicepresidente della Società Velocipedisti di Alessandria. Morì nel 1915.

La bicicletta di Michel era davvero speciale, aveva due grandi ruote in legno e i pedali erano posizionati sulla ruota frontale, i freni erano fatti di legno e non erano sicuri come i freni delle bici moderne. Il manubrio era largo e la sella poco confortevole. Questa bici era veramente diversa dalle bici moderne: per scendere e salire da quella bici così alta era necessario uno sgabello.

Foto : Carlo Michel
post e contenuto realizzato dal Volta per il progetto #inbicisisvolta #iopedaloconAcdB #iorestoacasa

PER SEGUIRE ACDB VIRTUALE

#iopedaloconAcdB #iorestoacasa
Facebook: https://www.facebook.com/AcdBMuseo/
Instagram https://www.instagram.com/acdbmuseo/

 

Allestimento in corso

DAL 7 AL 9 FEBBRAIO 2020
IL MUSEO SARÀ CHIUSO PER RIFARE IL TRUCCO ALLE SUE SALE, ALLE SUE BICICLETTE, AI CIMELI DI ACDB…
Ci vediamo presto! Un po’ di pazienza, quella che ci vuole per una corsa a tappe… #buonciclismo

 

TRIBUTO A FAUSTO COPPI

TRIBUTO A FAUSTO COPPI PROIEZIONE DI UN CORTOMETRAGGIO
DEDICATO AL CAMPIONISSIMO CON L’ESECUZIONE LIVE
DELLE MUSICHE DI ROSSELLA SPINOSA


Il museo AcdB è aperto. Ultimi giorni per visitare la mostra Scatti, Fausto Coppi e i suoi fotografi, e un dialogo con le opere di Miguel Soro
(fino a domenica 2 febbraio 2020 – Ingresso gratuito)

Alessandria Città delle Biciclette, 29 gennaio 2020 – Sabato 1 febbraio 2020, alle ore 17,30 è in programma nella sala conferenze di Palazzo Monferrato sede del museo Alessandria Città delle Biciclette, la proiezione di un cortometraggio con immagini dall’archivio del Museo del Ghisallo di Magreglio, dedicato a Fausto Coppi con l’esecuzione live delle musiche di Rossella Spinosa”

Si tratta di un evento culturale molto speciale, che sancisce di fatto la chiusura delle celebrazioni del Centenario dedicato a Fausto Coppi e celebra la ripartenza delle attività museali “in concerto” con il Museo del Ghisallo che per il 2020 si concentrano sulla valorizzazione degli archivi digitali di immagini e di video.

Sabato 1 febbraio (e domenica 2 febbraio) è anche una delle ultime occasioni per visitare la mostra gigantofotografica allestita lungo il percorso museale di AcdB con un suggestivo sconfinamento delle opere del pittore spagnolo Miguel Soro al quarto piano di Palazzo Monferrato, rassegna intitolata Scatti, Fausto Coppi e i suoi fotografi, che ha avuto molto successo ed è stata anche teatro di laboratori per gli studenti.

Il Museo AcdB resterà chiuso i giorni 7,8 e 9 febbraio 2020, per riallestire il percorso espositivo. Riapertura programmata per il weekend del 14/16 febbraio.

ROSSELLA SPINOSA | Si diploma giovanissima in pianoforte, clavicembalo, composizione e, negli stessi anni, si laurea con lode e plauso accademico in Legge e in Musicologia. Suona in alcune delle sale più importanti italiane ed estere come Carnegie Hall di New York, Sala Bartòk Hindemith Foundation, Cohen Studio Theather dell’Università di Cincinnati, Italian Bunka Kaikan di Tokyo, Accademia Liszt di Budapest etc.

Collabora con compositori di prestigio (tra i quali, Paolo Castaldi, Luis De Pablo, Ivan Fedele, Giacomo Manzoni, Bernhard Lang, Misato Mochizuchi, Luis Bacalov, etc.) ed esegue molte opere nuove a lei stessa dedicate, in Europa, Canada, Stati Uniti, Russia, Sud America, Corea e Giappone.

A partire da ottobre 2009 – occasione in cui esegue in prima mondiale la “Baires 1 Suite” per due pianoforti di Luis Bacalov, in duo pianistico con lo stesso Premio Oscar – si avvia altresì una forma di collaborazione stabile con il compositore argentino, proseguita sino a pochi mesi prima della scomparsa del Maestro.

Rossella scrive opere da camera, per orchestra, per la lirica ed il teatro che le sono commissionate ed eseguite da Orchestra da Camera di Lugano, Orchestra da Camera Fiorentina, Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, Kyev Camerata, Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, Orchestra da Camera “I Solisti Lombardi”, Gruppo di Musica Contemporanea di Lisbona, Dedalo Ensemble, Ensemble Risognanze etc.

Sonorizza ad oggi 90 pellicole di Cinema Muto, che registrano grande riscontro di pubblico e di critica, per orchestra sinfonica, per ensemble e per pianoforte solo. Da anni l’ensemble I Solisti Lombardi – formazione esperta nella sonorizzazione del cinema muto – trova in Rossella l’anima propulsiva della propria attività, con l’esecuzione dei suoi numerosi lavori per il cinema muto, con esibizioni prestigiose e di rilievo internazionale.

Le musiche di Rossella sono edite dalle case editrici Suvini Zerboni, ArsPublica e Sconfinarte e sono trasmesse da Radio3, Lifegate, Radio Popolare, Circuito Marconi ecc. Incide, infine, come pianista, per AMADEUS, BookStore Teatro alla Scala, AliaMusica Records, Tactus, Archivi del XXI Secolo e Stradivarius. Lavora con Ottavia Piccolo, Moni Ovadia, Paolo Rossi, il Duo Pali&Dispari, Teresa Mannino, in performance live.

Nel Dicembre 2013 viene insignita della Medaglia PRO CULTURA HUNGARIA, a firma del Ministro della Cultura ungherese. Rossella è docente presso il Conservatorio “G. Verdi” di Como e presso università e istituzioni, italiane e straniere, per la composizione e per la storia della musica applicata alle immagini.

La sua ultima produzione discografica, ovvero il primo cd monografico con sue musiche edito da Stradivarius, dal titolo “Rossella Spinosa: Orchestral and chamber works, vol. 1”, sta riscuotendo unanimi consensi di critica.

Sabato 1 febbraio 2020 alle ore 17,30  

Tributo a Fausto Coppi col maestro Rossella Spinosa (pianoforte)
presso Palazzo Monferrato, via San Lorenzo 21, Alessandria.

 

Contatti: Luciana Rota Giornalista e Media Relations @MuseoAcdB – @MuseoGhisallo
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