La bicicletta è un romanzo che… PEDALA! Con Davide Dezan

Quando il ciclismo lo si vedeva con gli occhi della radio, quando la tv, quando il web. Quanta strada ha fatto Bartali (e Coppi, Girardengo, Gerbi, Cuniolo, Malabrocca…). Raccontata, cantata, poi filmata, scattata persino con un cellulare, socializzata. Radio, tv, internet: come è cambiata la comunicazione sportiva?

La risposta in un incontro che PEDALA! come il titolo del bellissimo romanzo (edizioni Piemme), che viene presentato ad Alessandria Città delle Biciclette dall’autore Davide Dezan, in un racconto corale a cui partecipano dandosi il cambio a tirare il gruppo i giornalisti Dario Ceccarelli e Salvo Aiello.

Ad Alessandria: laddove tutto iniziò con la bicicletta e con il giornalismo sportivo.  Ad Alessandria Città delle Biciclette, Museo che racconta queste ed altre storie, per un’apertura straordinaria – ingresso gratuito – in via San Lorenzo 21 Palazzo del Monferrato.

Giovedì 15 febbraio 2018 ore 18. PEDALA! Con noi.
Un evento consigliato per tutti, donne grandi e piccini. Come il Romanzo di Dezan.

#acdbpedala

Alessandria ad Itinerando 2018 di Padova

Anche la realtà territoriale alessandrina sarà presente ad Itinerando 2018 – Il salone del turismo in movimento, che si terrà dal 9 all’11 febbraio 2018 nel quartiere fieristico di Padova.

Forte del successo dell’edizione 2017 con la presenza di oltre 200 aziende con i principali brand di settore e che ha visto l’arrivo di oltre 20.000 visitatori, l’evento Itinerando di Padova ritorna su un’area ancora più estesa per avvalorare le sue peculiarità e aumentare i servizi proposti alle aziende e al pubblico.

Itinerando Show è un progetto unico ed innovativo, che ha saputo coniugare in un unico contesto il mondo della passione legata al turismo in movimento, spaziando dal cicloturismo al mototurismo, dal camper alla nautica, dagli sport di mare e di montagna all’offroad, dal turismo a cavallo alle vacanze en plein air, coinvolgendo tutti coloro che sposano la filosofia del viaggio dinamico ed esperienziale.

Nel contesto di questa importante kermesse, l’Amministrazione Comunale di Alessandria (con lo speciale interessamento dell’assessore allo sport) ha inteso favorire la partecipazione di Alessandria con un’iniziativa di particolare significato.

Come infatti era già avvenuto nello scorso mese di settembre nell’ambito di CosmoBike Show (l’International Bike Exhibition di VeronaFiere), anche per Itinerando 2018 Alessandria sarà presente tra gli espositori con uno speciale stand per mettere in luce e confermare quanto sviluppato già negli anni scorsi in tema di valorizzazione di un particolare elemento identitario della Città, ossia della bicicletta: un mezzo di locomozione che, a partire dalla seconda metà del XIX secolo e almeno fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, ha visto il tessuto socio-economico, artigianale e produttivo, culturale e sportivo assolutamente favorevole alle due ruote tanto da poter affermare che Alessandria è stata — e intende ritornare ad esserlo sempre di più — Città delle Biciclette.

Se l’intera comunità cittadina è stata partecipe di numerosi eventi di sensiblizzazione su questo tema, è indubbio il ruolo svolto sia dall’Amministrazione Comunale che dalla Camera di Commercio nell’azione di recupero e valorizzazione di questo forte tema identitario, sfociato tra l’altro nel museo promosso dalla Camera di Commercio a Palazzo Monferrato e intitolato proprio Alessandria Città delle biciclette.

Lo stand di Alessandria ad Itinerando 2018 – Il salone del turismo in movimento intende porre l’accento su due elementi.  Da un lato, il diretto coinvolgimento della Camera di Commercio per il museo Alessandria Città delle biciclette e il ruolo che — insieme al Circolo Velocipedistico Alessandrino, recentemente ricostituito — in questi anni sta svolgendo, in sinergia con le altre Istituzioni locali, per valorizzare non solo le peculiarità produttive del territorio, ma anche le potenzialità di carattere turistico-sportivo-culturale dell’alessandrino, quale porta per il Monferrato (territorio che, insieme a Langhe e Roero, ha visto recentemente riconosciuto dall’Unesco il valore dei propri paesaggi vitivinicoli).

Dall’altro lato, il coinvolgimento dell’Amministrazione Comunale, sia per quanto riguarda le competenze in materia di Sport e di Marketing turistico-territoriale, sia per quanto riguarda il ruolo della Polizia Municipale.

I visitatori dello stand alessandrino a Padova potranno infatti apprezzare l’esposizione delle biciclette appositamente attrezzate che alcuni Agenti della Polizia Municipale cittadina utilizzano nell’ambito di un progetto sperimentale di Bike Patrol.

Il Bike Patrol – fondato sull’esperienza analoga di alcuni Corpi operativi della Polizia degli Stati Uniti –  ha la sua declinazione italiana attraverso l’attivazione di un nuovo servizio di Agenti in bicicletta, formati a presidiare il territorio proprio attraverso il mezzo a due ruote e utilizzando tutte le peculiarità di questo strumento.

Alessandria, da questo punto di vista, ha fatto da apri-pista nei confronti degli altri Comuni e  grazie al coinvolgimento operativo dell’AIPIB-Accademia Italiana Pattuglia in Bicicletta ha promosso il primo corso di formazione specifico per Agenti di Polizia Municipale in bicicletta che ha registrato la partecipazione di dipendenti delle Polizie Locali sia di Alessandria, che del Comune di Vercelli che di quello di Candiolo (TO).

L’esperienza maturata ad Alessandria, a partire dall’aspetto formativo e dalla sua declinazione allargata alla fruizione anche di altri Comuni, rappresenta un elemento di novità che l’Amministrazione Comunale ha ritenuto interessante proporre all’attenzione del vasto pubblico di Itinerando 2018.

Se per un verso, infatti, è immediato il collegamento del nuovo servizio attivato con l’utilizzo della bicicletta e con la grande esposizione di Padova, per altro verso, può essere interessante sottolineare in quel prestigioso contesto le peculiarità e l’efficacia del presidio del territorio attivato ad Alessandria, grazie agli Agenti di Polizia Municipale in bicicletta.

Con l’istituzione di questa pattuglia, infatti, si è in grado in alcuni casi, di migliorare ulteriormente la rapidità degli interventi della Polizia Municipale, dal momento che  – a complemento dei mezzi e delle prassi operative già ordinariamente utilizzati dagli Agenti –  uno dei principali vantaggi del Bike Patrol è la capacità di attraversare, con le due ruote, aree delimitate come parchi e giardini pubblici e avere quindi un contatto più diretto con l’ambiente circostante, permettendo azioni di pronto intervento.

(fonte Ufficio Stampa Comune di Alessandria – mail ufficio.stampa@comune.alessandria.it).

 

Il saluto di Giovanni Maria Ferraris

Con il museo AcdB Alessandria Città delle Biciclette si pedala a ritroso nel tempo, attraversando la storia di questa terra che, con i suoi campioni, i suoi paesaggi e il gran numero di appassionati, dimostra di avere il ciclismo nel sangue.

Questa esposizione permanente rappresenta una tappa fondamentale nel viaggio alla scoperta della tradizione delle due ruote, andando ad integrare il già ricco patrimonio di cultura sportiva di cui gode la nostra regione.

Chissà se Carlo Michel, tra i primi a introdurre in Italia il velocipede nel 1867, avrebbe mai immaginato di dare il via ad uno sport di grandissimo successo, di cui il Piemonte e l’Alessandrino ne sono casa. Infatti, fu da allora che ebbe origine la propria vocazione ciclistica, rapidamente consolidatasi, dando nel tempo i natali a grandi campioni, fabbricanti di biciclette e giornalisti sportivi.

Una terra che quest’anno ha visto il passaggio del centesimo Giro d’Italia, occasione importante per dare valore ad una radicata e secolare cultura della bicicletta e offrire visibilità, attraverso un appassionante sport popolare, alle nostre bellezze naturali, storiche e artistiche, alle quali si va ad aggiungere oggi questo importante museo, pietra miliare di una disciplina che già pedala verso il futuro.

Giovanni Maria Ferraris
Assessore allo Sport
della Regione Piemonte

AcdB ha un team speciale

Il Museo AcdB nasce dell’evoluzione di una mostra che ha pedalato anche oltre i confini di Alessandria e che ha avuto l’obiettivo di fare rivendicare alla Città una serie di primogeniture storiche nell’affascinante e appassionante mondo delle Biciclette.

Il gruppo che ha pedalato insieme per la Ricerca storica, composto da Mimma Caligaris, Michele Carpani, Paolo Chilin, Giampaolo Bovone, Roberto Livraghi, per realizzare il progetto di Camera di Commercio di Alessandria, ha avuto una serie di supporti e di collaborazioni significative grazie anche alla partnership di alcune realtà molto significative.

Accanto a questo gruppo di ricerca storica opera dall’inizio il curatore della mostra e poi del museo Giorgio Annone (di LineLab), con la collaborazione di Maria Luisa Caffarelli e Rino Tacchella (per il catalogo) e con un team più ampio che pesca anche nel Circolo Velocipedistico Alessandrino (il CVA risalente al 1886 e ricostituito nel 2016).

Il progetto coinvolge una rete di prestatori e collaboratori che trova anche un gemellaggio ufficiale nel Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio (Como) e il prezioso supporto di sponsor come:

il Credito Valtellinese SpA, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Guala Dispensing SpA e Solvay Speciality Polymers Italy SpA a cui il Museo AcdB con tutte le sue Biciclette dice grazie!

Il saluto di Francesco Moser

La storia del ciclismo io la sento precisamente ogni volta che vado a Castellania, il paese natio di Coppi. Per noi ciclisti quello è un luogo un po’ sacro, un pellegrinaggio che ci fa bene, ci riporta sempre ai sentimenti. Quelli familiari.

Pensate che il mio ricordo, lì, è per sempre legato a mia mamma Cecilia. La portai con me a rendere omaggio a Fausto. Ogni volta che torno mi emoziono al ricordo.

Oggi Alessandria, guarda caso da quelle parti, ha il suo Museo e ci racconta una storia fatta di prime volte decisive per noi corridori. Di ieri e di oggi.

In una foto riportata alla luce da questa mostra che ricorda la gloriosa compagine Maino c’è zio Aldo giovanissimo: l’ abbiamo ricevuta in formato gigante dagli amici di Alessandria e la custodiamo nel nostro piccolo museo.

Su in cantina a Maso Warth, a Trento, infatti abbiamo creato un piccolo museo e siamo molto legati ai cimeli, ai ricordi che la gente apprezza e valorizza ognuno raccontando il proprio aneddoto, ognuno aggiungendo un personale ricordo. Tutto questo fa parte del bello del ciclismo. Il nostro ciclismo. Senza tempo. Auguri al Museo Alessandria Città delle Biciclette.

Francesco Moser

Il saluto di Ernesto Colnago

Ernesto Colnago grande costruttore italiano di biciclette non potendo intervenire al vernissage del Museo ha inviato un personale saluto. Che riportiamo qui di seguito:

Buonasera a tutti i presenti,
i miei complimenti ai protagonisti di questa bella iniziativa perché la storia del ciclismo va conservata, ricordata e celebrata. Nel 2017 ricorre in tutto il mondo il duecentesimo anno di storia ufficiale della bicicletta che è e sarà sempre il mezzo di trasporto migliore per una mobilità ecologica e sostenibile.
Io personalmente ho dato un grande contributo allo sviluppo tecnologico di questo mezzo negli ultimi quaranta anni. Nel 1986, in collaborazione con Ferrari, ho sviluppato il carbonio e la forcella dritta vincendo cinque Parigi Roubaix e tre campionati del mondo. Tutti mi davano del matto! Sei anni fa ho portato il primo freno a disco su strada. Questo è una parte di quello che ho fatto che è stato poi copiato da tutti. Posso dire che il ciclismo mi ha dato tanto, ma io ho dato qualcosina in più. E la storia continua. Un sincero saluto e tanti auguri.
Ernesto Colnago

Marco Torriani ci ricorda: il patron e il cronista

Delle origini dell’organizzazione sportiva anche quella internazionale, come quella che ha dato vita all’Unione Ciclistica Internazionale con la sua prima assemblea alessandrina, del rapporto fra editori e ciclismo, con il forte legame dei grandi personaggi alessandrini di Masio (Eliso Rivera, fondatore con Eugenio Camillo Costamagna della Gazzetta dello Sport che guarda caso oggi è ancora di un editore di Masio, Urbano Cairo)  ha parlato Marco Torriani, intervenendo al vernissage del Museo AcdB.

Marco Torriani ha anche accennato al rapporto fraterno che esisteva fra Patron Vincenzo Torriani e l’altro alessandrino di Pozzolo Formigaro, Franco Rota, fra i primi inviati sportivi del ciclismo (a La Notte) e fra i primi portavoce di un campione, anzi campionissimo, come Fausto Coppi. Abbiamo ritrovato questo testo che racconta proprio del rapporto fra Il Patron e il Cronista. In parte è ripreso sul volume L’ultimo patron – Vincenzo Torriani, una vita per il Giro, edito Ancora, di Gianni Torriani in vendita anche al bookshop del Museo AcdB.  Eccolo.

IL PATRON E IL CRONISTA – Ci sono due immagini che te li rappresentano. Quei due. E che resteranno per sempre come fotogrammi dell’album più intimo di famiglia. Proprio la tua famiglia. Quella raccolta che si compone solo con le foto stampate. Lucide. Da infilare negli angolini trasparenti. Da scorrere facendo attenzione a non rovinarle, giammai, con l’ombra di un dito.

Da un lato Vincenzo Torriani, dall’altro Franco Rota. Si guardano. Con la sigaretta stretta fra labbra e denti. Sembrano due tipi un po’ all’ Humphrey Bogart, come si era una volta. Si parlano. O meglio: uno domanda, l’altro risponde. Uno scriverà, l’altro leggerà. Parole, intuizioni, notizie. Patti chiari. Fra Patron e Giornalista, anzi cronista.

Li vedi ancora così, quei due. Che indossano un impermeabile beige, uguale, proprio perfetto e in stile, per non beccare l’acqua. Che piove. Per arrivare alla partenza della tappa. E buttarselo poi dietro sul sedile il soprabito. Che c’è da lavorare. Per il ciclismo.

Il Patron con la testa spettinata che sbuca fuori dall’ammiraglia della direzione di corsa. L’inviato chinato sulla macchina da scrivere.

Quei due. Si scrutavano, parlavano, si capivano. Per ore. Con la sigaretta in bocca. E poi? E poi pregavano. Sì, quei due insieme pregavano: in San Camillo. Era tutto lì il loro mondo. In un fazzoletto di una Milano coi tram rumorosi, fra stazione Centrale e via Vitruvio. Lì era la prima redazione de La Notte, quella quasi eroica come il suo ciclismo, la poesia di quello squadrone diretto da Nino Nutrizio. Era la redazione di Franco Rota, quella dei pezzi da inviato da dettare dal fosso che all’ora dei massaggi dei corridori, dopo la tappa, c’è solo il tempo di prendere l’intervista per la ribattuta o l’edizione del giorno dopo.

Lì era la zona del quartier generale della Gazzetta, della direzione Corse. Lì era anche la zona del ristorante Tirreno, quello del Sauro, Stefanini da Livorno, dove fare tardi qualche volta la sera, fra amici buon cibo e tante sigarette, colonna sonora di racconti di ciclismo.

Lì, appunto, c’era la chiesa, in San Camillo, dove prender messa la domenica mattina. Proprio  dietro a via Vitruvio, dietro all’Istituto Gonzaga. Insieme, spesso, quei due.

Li ricordo ancora: uno davanti all’altro. Sul balcone di casa dei Torriani, dopo la Messa. Ero piccina. Li guardo. Si stringono forte. Quei due. È  mancata da pochi mesi la signora Torriani. Nessuna intervista, nessuna parola. Solo una stretta e quel guardarsi negli occhi chiari, dell’uno e dell’altro. Dritti come un fuso: negli occhi. Come una sigaretta accesa… appesi a quell’amicizia da consumare forse troppo in fretta.

 

Il saluto di Andrea Noè

Siamo abituati a goderci la fama di campioni e anche quella di gregari. Siamo abituati con umiltà alla fatica che Lei ci impone e ogni volta ci ricambia.

La bicicletta!

Siamo abituati bene da Lei e a Lei vanno tutte le glorie. Perché la sua storia non sia mai dimenticata e
anzi proceda scivolando verso nuovi successi in bocca al lupo Museo Alessandria Città delle Biciclette!

Andrea Noè

Il saluto di Renato Di Rocco

La Federazione Ciclistica Italiana accoglie con entusiasmo l’idea di trasformare la mostra inaugurata ad Alessandria per celebrare i 200 anni dalla nascita della draisina nell’esposizione permanente “Alessandria Città delle Biciclette” ed è onorata di concedere il Patrocinio ufficiale.

Un nuovo Museo si aggiunge al patrimonio del movimento ciclistico italiano, che non teme confronti al mondo per l’attenzione e la cura dedicate alla Storia, alla Memoria e alla Cultura delle due ruote.

Al di là della ricorrenza dei 200 anni, l’iniziativa coincide con la riscoperta della bicicletta come mezzo ecologico ed economico per la mobilità sostenibile e grande risorsa per lo sviluppo del turismo sportivo.

Con questo Museo, Alessandria diventa il fulcro della rete di musei storici del Piemonte, che offrono ai visitatori e agli appassionati la possibilità di compiere un viaggio nel cuore del grande ciclismo, dall’età epica ai nostri giorni, collegandosi direttamente al Museo dei Campionissimi di Novi e alla Casa Coppi di Castellania.

Lungo questo itinerario si dipanano anche numerose collezioni private e il piccolo Museo creato nella Stazione Ferroviaria di Rocchetta Cerro Tanaro, intitolato a Guido «Sarachet» Saracco, costruttore di biciclette, musicista, inventore e poeta dialettale.

Il progetto espositivo del nuovo museo alessandrino si sviluppa in aree tematiche. Un modo innovativo di leggere la storia della bicicletta e del ciclismo seguendo un percorso
spazio-temporale organico.

Si parte dall’area dedicata all’imprenditore Carlo Michel, tra i primi a portare in Italia il velocipede che ha dato origine alle prime gare organizzate dal Circolo Velocipedistico Alessandrino.

Poi si passa alla nascita del giornalismo sportivo con la sezione dedicata ad Eliso Rivera, cofondatore con Eugenio Costamagna della Gazzetta dello Sport. Seguono l’azienda Maino, definita la “Ferrari della Bicicletta”, l’area dei Campioni e Campionissimi
piemontesi: Cuniolo, Gerbi, Giradengo e Coppi, la storia della bicicletta artigianale ad Alessandria, bici e società, documentazioni e video, fino alle news entry, aperta ai nuovi apporti e prestiti di cimeli.
Insomma, il filo di un racconto coerente che i visitatori, ciclisti, cicloamatori, semplici appassionati possono seguire e vivere dall’interno con tutti i cinque sensi.

L’ambizione dichiarata è di estendere oltre i confini provinciali e regionali la mappa, nella prospettiva di realizzare un’autentica rete nazionale dei Musei di settore.
Questa rete potrebbe integrare il Piano delle ciclovie turistiche previsto dalla nuova legge sulla ciclabilità con percorsi storico-culturali e conoscitivi legati alla cultura della bicicletta come strumento di crescita sociale, civile ed economica del Paese.

La Federazione è pronta a fare la sua parte al fianco delle istituzioni e delle realtà associative del territorio.
Renato Di Rocco

Antonella Bellutti: L’unica catena che ci rende liberi è quella della bicicletta

Molto toccante la testimonianza di Antonella Bellutti, due volte medaglia d’oro consecutiva ai Giochi Olimpici nella specialità della pista (Atlanta 1996 e Sydney 2000), che ha sottolineato come la lotta storica sia tuttora in corso per conquistare un ruolo adeguato della donna nel ciclismo e mondo dello sport. E guardando avanti con la consapevolezza del passato Antonella Bellutti ha detto fra l’altro:

Un museo per la bicicletta è qualcosa di prezioso e speciale. E lo è in particolare per la nostra società perché simbolo di una delle grandi battaglie del nostro tempo, ma come oggi attuale: quella dell’emancipazione femminile e del contrasto alle discriminazioni. La storia delle suffragette è la storia che ha portato le donne alla libertà di pedalare. Da allora l’inseguimento dei diritti non è affatto finito.

C’è ancora una strada tutta in salita da percorre e sarebbe bello che donne e uomini pedalassero insieme. Perche’ non c’è democrazia senza la libertà e il rispetto dovuto alle donne.

L’unica catena che ci rende liberi è quella della bicicletta. E questo ci deve fare riflettere sul ruolo e sul potere della bicicletta!

All’inaugurazione hanno preso parte quasi trecento persone per brindare al nuovo Museo permanente al terzo piano di Palazzo del Monferrato di Alessandria. Particolarmente orgoglioso e felice per la riuscite dell’evento il presidente della Camera di Commercio di Alessandria Gian Paolo Coscia che ha detto:

Ringrazio a nome mio personale e della Camera di Commercio tutti queste campionesse, campioni e la grande famiglia del Ciclismo che ha voluto onorare con la Sua presenza la cerimonia di inaugurazione del Museo AcdB.

Si tratta di un gesto di attenzione, di sensibilità sportiva e storica che abbiamo molto apprezzato e ci ha aiutato a comunicare nel modo più appropriato il ruolo che vorremmo il ciclismo avesse nella costruzione di un’identità del nostro territorio.